Intervista a Sauro Mostarda

La crescita dell’Insurtech in Italia sembra faticare rispetto al resto dell’Europa; eppure il settore è
destinato a rivoluzionare comportamenti e abitudini dei consumatori e delle compagnie assicurative
in modo irreversibile. Per capire come si evolverà la rivoluzione digitale nel mondo delle
assicurazioni, abbiamo intervistato Sauro Mostarda, Co-Founder e Executive Director di Lokky,
intermediario assicurativo con la missione di proporre polizze personalizzate completamente digitali.


1. Nonostante la crescita del settore InsurTech degli ultimi anni, si registra ancora un gap tra l’Italia e gli altri Paesi europei. Come pensi si potrebbe colmare e su cosa sarebbe necessario investire? Come pensi si evolverà l’InsurTech in futuro e quali sono i potenziali trend?

L’insurtech in Italia è in un momento evolutivo sicuramente molto interessante, ci sono diverse
realtà sul territorio nazionale che stanno innovando i diversi aspetti di questo mercato. Sicuramente
come Paese siamo in ritardo rispetto al resto d’Europa, non solo rispetto alle Regioni anglosassoni
dove c’è una cultura differente dei prodotti assicurativi, molto più diffusi nella clientela. Bisogna
sottolineare, inoltre, che le startup di questo settore scontano in Italia, inoltre, ancora un mercato
dei capitali molto limitato.


I cambiamenti registrati in questo ultimo periodo di pandemia hanno, però, evidenziato
un’accelerazione dei trend che erano già in atto in ambito assicurativo; la pandemia ha “forzato”
l’offerta ad evolvere velocemente per rispondere alle nuove necessità emergenti.
Un nostro studio focalizzato su micro imprese, professionisti e freelance ha messo in luce il grande
potenziale di crescita del segmento insurtech nel nostro Paese: dall’analisi dei dati è emerso che
oltre la metà degli imprenditori (51,5%) ha dichiarato di essere alla ricerca di consigli e proposte
personalizzate sulla base delle proprie esigenze di copertura e che per tale scopo il 75,4% si è detto
disposto a condividere informazioni sulla propria attività professionale e oltre il 58% dati personali
non sensibili. Non solo, ben il 44% degli utenti ha dichiarato che dovrà aumentare la spesa
assicurativa nel post pandemia.


Accanto alla personalizzazione le altre due caratteristiche segnalate per identificare l’assicurazione
ideale sono state per il 73,1% dei casi la tempestività nel rispondere ai sinistri e per il 66,5% la
semplicità nel processo di acquisto. E ritengo che siano proprio queste tre componenti quelle su cui
puntare maggiormente per la crescita di questo segmento di mercato.


Uno dei punti di forza delle start up insurtech è, indubbiamente, la possibilità di offrire soluzioni
studiate sulle esigenze dei clienti con un grande risparmio di tempo e a costi contenuti. L’approccio
totalmente digitale accelera e gestisce in maniera rapida, efficace, scalabile le preventivazioni su
differenti prodotti, la firma digitale dei clienti, l’archiviazione sostitutiva dei documenti (paperless) e
supporta l’applicazione corretta delle nuove regole che puntano ad incrementare la trasparenza e la
tracciabilità dei consensi. Lokky, ad esempio, utilizza le informazioni disponibili relative all’azienda,
dalla camera di commercio al web; grazie a questi dati è possibile, infatti, offrire al cliente un servizio
di consulenza assicurativa personalizzata difficilmente offerto dal mercato tradizionale.


2. Perché l’acceleratore Fin+Tech può essere fondamentale per lo sviluppo di una startup nelle prime fasi di vita?

Se si analizzano i dati sul mondo dell’innovazione in Italia, uno dei primi numeri che salta all’occhio è
sicuramente il tasso di fallimento delle startup che in Italia si aggira ancora intorno al 95% e tra le
principali cause troviamo l’incapacità di reggere la competizione, l’assenza di un modello di business
sostenibile e l’inadeguatezza del prodotto. In questo scenario gli acceleratori rivestono,
chiaramente, un’importanza cruciale. Uno dei punti di forza di acceleratori come Fin+Tech è
sicuramente la capacità di proporre, alle startup, una consulenza di tipo aziendale specifica per le
diverse tipologie di impresa, la validazione dei modelli di business, la possibilità di accedere a capitali
di sviluppo e investimento e di ampliare il proprio network di conoscenze, creando una rete di
business viva e stimolante avendo, così, la possibilità di attrarre nuovi clienti, collaboratori ed altri
investitori.


Inoltre si potrà avere più risonanza per far conoscere il prodotto a potenziali partner e accedere
anche a finanziamenti più importanti: l’adesione al percorso fornisce, infatti, agli occhi della business
community ancora più credibilità al progetto. Il network di Fin+Tech raggiunge i principali
stakeholder del settore tramite forti relazioni con istituzioni finanziarie, investitori e professionisti e
prevede, ad esempio, ​​il coinvolgimento delle principali aziende nei settori bancario ed assicurativo
con cui sperimentare le soluzioni proposte, l’organizzazione di investor day e un supporto
continuativo post-programma, per affrontare assieme le sfide della crescita e del fundraising.